Il ruolo delle Circoscrizioni per la rinascita della Città

 

1998 – Il ruolo delle Circoscrizioni
per la rinascita della Città

Premessa

Il quadro normativo

Il contesto Metropolitano

I tre anni di “accentramento” della Giunta Di Cagno Abbrescia

Le proposte

Conclusioni


DOCUMENTO dei Consiglieri di Circoscrizione dell’Ulivo
(Democratici di Sinistra, Popolari, Verdi) e di Rifondazione Comunista con il Coordinamento Cittadino de L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica – Movimento per l’Ulivo dopo la

CONFERENZA CITTADINA DEL 29 APRILE 1998
“Il decentramento amministrativo:
strumento di partecipazione democratica”

Premessa
Il cambiamento in atto nelle grandi città italiane, per la realizzazione e il rispetto dei diritti/doveri di cittadinanza (imposti anche dalle nuove leggi che regolano le Amministrazioni Comunali) sembra non aver interessato la città di Bari. Infatti, la diffidenza, l’arroganza e il disprezzo delle più elementari regole del vivere civile rischiano di rappresentare per la nostra città aspetti di vita quotidiana.
La democrazia partecipata richiede il coinvolgimento dei singoli cittadini, delle associazioni, dei movimenti e dei partiti politici, attraverso un profondo impegno mirato al recupero dell’ambiente e della legalità, ma anche della crescita culturale e della promozione sociale. Perciò è fondamentale promuovere innanzi tutto una politica degli spazi.
Le scelte politico-amministrative degli ultimi anni, confermate dall’attuale Amministrazione di centro-destra hanno fatto di Bari una città senza piazze, senza luoghi d’aggregazione, senza memoria storica. 
Le riconversioni dei ruderi esistenti sia nel centro abitato (ex Ospedaletto dei bambini1, Manifattura tabacchi, Teatro Margherita ecc.) che dei ruderi industriali (zone adiacenti il quartiere di Mungivacca e altre), dei siti dismessi (Fibronit, Stanic, ex Gasometro ecc.) in spazi fruibili dai cittadini creerebbero le condizioni ideali per il diffondersi dei PRESIDI DI RELAZIONE come luoghi (non solo fisici) capaci di produrre una vera e propria rinascita della città.
Tali presidi sono attualmente collocati in parte nelle Parrocchie, ed in misura assai maggiore, purtroppo, nelle birrerie, nelle paninoteche e nelle discoteche.
I Presidi di relazione rappresentano la continuità ed il collegamento delle diverse esperienze del territorio (Associazioni, Scuole, Centri d’ascolto, Consulte anziani, Centri sociali efficienti, Banche del tempo) e di tutte quelle forme di aggregazione in grado di perseguire la condizione dello stare bene insieme e di sviluppare un tessuto di solidarietà necessario a far rinascere
il senso d’appartenenza e di cittadinanza attiva.
La scelta politica di affidare il governo del territorio alle Circoscrizioni non è solo un doveroso adempimento amministrativo, ma un passaggio obbligato per il governo di una grande città. Si tratta di far tesoro delle esperienze di partecipazione democratica maturate anche nella nostra città a partire dai primi anni 70 con i primi consigli di quartiere e successivamente con l’insediamento delle stesse Circoscrizioni.

Il quadro normativo
Analizzando il quadro normativo esistente occorre ricordare che la Legge 142 del 19902 definisce le Circoscrizioni come  “organismi di partecipazione, di consultazione e di gestione dei servizi di base, nonché d’esercizio delle funzioni delegate dal Comune” ed inoltre definisce il Consiglio di Circoscrizione come  “rappresentante le esigenze della popolazione della circoscrizione”.
Il Regolamento sul decentramento (approvato nel Settembre 1995) definisce in modo chiaro le materie Delegate e le relative risorse finanziarie da assegnare; per quelle ad Autonomia speciale specifica le risorse di personale aggiuntive che le Circoscrizioni dovrebbero avere. Inoltre l’applicazione del D.L. 77 del 1995, la Legge 127 del 1997 (Bassanini) e l’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale il 4 Dicembre 1997 hanno visto il riconoscimento delle Circoscrizioni come Centri di responsabilità, Centri di Costo e di piena autonomia decisionale nelle materie delegate.

Innanzi tutto occorre fare subito chiarezza tra compiti squisitamente politici d’indirizzo, proprie del Consiglio Circoscrizionale, e compiti attuativi propri della dirigenza delle Circoscrizioni onde evitare svuotamento di funzioni, confusione di ruoli ed atteggiamenti prevaricatori.
La sollecita approvazione in Consiglio Comunale dei Regolamenti attuativi delle Leggi n.127/97, n. 59/97 e D.Lgs. n. 80 del 1998 (denominato “Bassanini bis”) distinguerà con chiarezza i tipi di provvedimenti che richiedono Delibere (da discutere e votare in Consiglio Circoscrizionale) da quelli che richiedono Determine, cioè atti gestionali dovuti con copertura finanziaria (di pertinenza del dirigente Amministrativo). Le delibere di Giunta Municipale (n° 778 – n°779 del 24/4/98) varate dall’Amministrazione di centro-destra definiscono soltanto i Responsabili dei Centri di Costo e le procedure cui gli stessi devono attenersi per le determine.
Il governo del territorio esercitato dalle Circoscrizioni deve articolarsi su materie riguardanti asili nido, scuole materne, attività culturali e ricreative, biblioteche, servizi sportivi, lavori pubblici e manutenzione del verde; servizi sociali per anziani e minori.
E gli interventi dovranno essere inseriti in una programmazione integrata capace di prevenire i fenomeni di devianza minorile3, dispersione scolastica nonché di degrado urbano con la partecipazione dei cittadini, delle Associazioni, delle forze sociali operanti nel territorio.

Il reale decentramento amministrativo dovrà basarsi su un metodo progettuale fondato su 
a) Rilevazione dei bisogni e definizione delle priorità (attraverso assemblee popolari, questionari, conferenze su temi specifici),
b) Programmazione degli interventi annuali e pluriennali;
c) Confronto con la cittadinanza, le forze sociali e le associazioni per definire i piani/programma;
d) Elaborazione dei piani/programma;
e) Approvazione delle delibere relative alla programmazione ed ai piani/programma;
f) Verifica dell’itinerario progettuale.

Il contesto Metropolitano
La probabile connotazione di Bari come città metropolitana impone fra l’altro la rivisitazione dei servizi utilizzati da una fascia sempre più ampia di cittadini dell’hinterland che lavora o che si reca nella città (Università, Scuole, Uffici Pubblici e privati, Sanità, Trasporti, Commercio, Fiera del Levante).
La città metropolitana è un complesso meccanismo di governo, all’interno del quale gerarchie, funzioni ed equilibri devono essere costruiti attraverso un processo democratico, partecipato e concertato; ciascuno, sempre in un’ottica di sussidiarietà, dovrà cedere parti della propria sovranità in funzione di una crescita generale dell’area sistema.
Gli ambiti territoriali delle città metropolitane, gli standards dei servizi, le funzioni dell’autorità centrale e delle diverse municipalità, gli assetti istituzionali e periferici, le funzioni amministrative, le delegazioni municipali, devono essere definite e governate non in modo piramidale, ma a rete; insomma la città metropolitana è anche una scelta di democrazia in grado di fornire le giuste risposte alle istanze che emergono dalla vita associativa e partecipata della nostra città.
Il superamento della divisione – ormai anacronistica – tra il centro e le periferie e la costituzione di piccole città autonome e coordinate rappresentano il traguardo della Città Metropolitana: in questa ottica va inquadrata l’attuazione della L.142/90 già citata sulla riforma delle Autonomie Locali.
Si dovrà realizzare con precisi accordi con la Provincia e la Regione per definire le funzioni da attribuire ai nuovi livelli istituzionali.
Promuovere la trasformazione dei quartieri, con l’eventuale revisione dei confini nell’ottica di comuni metropolitani autonomi, rafforza la scelta attuale di un forte e radicato decentramento amministrativo.

I tre anni di “accentramento” della Giunta Di Cagno Abbrescia
E’ grave la responsabilità politica dell’Amministrazione di centro-destra e del suo Sindaco, che – nonostante le dichiarazioni programmatiche al suo insediamento – non hanno fatto decollare il Decentramento nella città di Bari.
Infatti nei primi due anni dell’attuale Amministrazione, le Circoscrizioni hanno prodotto i loro piani/programma che sono stati puntualmente elusi dalla giunta che negli stessi periodi non ha destinato sufficienti risorse finanziarie (il 30%) così come previsto dall’art.42 (comma 2) del Regolamento. Nel corso dell’attuale legislatura le stesse proposte di Bilancio della G.M., bocciate dai Consigli circoscrizionali con il voto determinante degli stessi consiglieri circoscrizionali del centro-destra, non sono state tenute nella dovuta considerazione dal Sindaco, dalla sua Giunta e dalla maggioranza di centro-destra che lo sostiene, tanto da rendere necessario il ricorso alla Sezione Provinciale di Controllo da parte di alcuni Consiglieri di Circoscrizione dell’opposizione di centro-sinistra, per il riconoscimento del DOVUTO. E’ grazie a questa azione che nel 1998 l’Amministrazione ha rivolto una qualche attenzione nel tentativo di rispettare quanto previsto.

La gestione del personale, le nomine a scavalco dei Direttori di circoscrizione per i primi due anni, l’assenza di un piano coordinato per l’ottimizzazione del personale Comunale e quindi delle Circoscrizioni e dei Centri sociali hanno prodotto situazioni di generale disservizio a discapito degli stessi cittadini del territorio. Le stesse Circoscrizioni ad autonomia speciale attendono ancora la realizzazione di una struttura tecnico-amministrativa così come previsto nel regolamento. La mancanza di una pur minima politica a favore del decentramento si è evidenziata dai pareri mai richiesti (obbligatori anche se non vincolanti), o di quelli richiesti oltre i limiti di tempo che hanno reso necessaria la convocazione dei consigli con grande spreco di tempo e denaro, o dai pareri espressi su regolamenti che attendono di essere ancor oggi approvati in Consiglio Comunale, o per quelli negativi espressi ed ignorati dalla Giunta; ed a sostegno di quanto sopra, allo stesso provvedimento di far scortare i turisti dall’ingresso di Bari sino al Porto dalla polizia dell’agosto 1995, non sono corrisposte politiche d’intervento sociale integrate sui territori. La volontà espressa di aprire Centri sociali in tutte le Circoscrizioni era resa inconsistente dalla ridistribuzione del personale specializzato che sguarniva i tre Centri, indebolendoli e rendendoli privi di efficienza.
Grave responsabilità di questa giunta è quella di aver finanziato in modo via via decrescente negli anni le politiche di prevenzione della devianza ignorando gli appelli dell’Arcivescovo, del Prefetto, della Commissione parlamentare antimafia, della Magistratura per bloccare e debellare all’origine i numerosi fenomeni di criminalità organizzata, che hanno superato livelli di guardia.
Un esempio clamoroso è rappresentato dalla perdita di circa 500 milioni da parte della Circoscrizione S.Paolo, per aver presentato fuori termine, i progetti a favore dei minori e finanziabili con la Legge 216/90.
Si è assistito alla pratica costante dell’accentramento, al solo scopo di perpetuare il rito di chi deve recarsi presso” il palazzo” per dover ottenere quanto invece dovuto.

* La conferenza cittadina sul decentramento del 29 Aprile 1998, organizzata dal Coordinamento cittadino dell’ARCA Centro di Iniziativa democratica – Movimento per l’Ulivo, con il contributo dei Comitati di quartiere, dei Consiglieri di circoscrizione, di quelli Comunali oltre che dai rappresentanti dei partiti politici dell’Ulivo e di Rifondazione comunista, ha voluto riflettere ed analizzare la situazione esistente facendo emergere alcune significative proposte.



Le proposte
E’ innanzi tutto indispensabile passare dal concetto di delega a quello di competenza e – considerato che l’attuale regolamento sul decentramento ha evidenziato alcune lacune – è necessario apportare alcune modifiche circa le competenze dei Consigli Circoscrizionali quali:
AIstituire presso ciascuna circoscrizione e non solo in quelle ad autonomia speciale una o più unità tecnico e contabile in grado di assicurare un minimo livello d’autonomia;
BIntrodurre le modifiche necessarie per l’attuazione del bipolarismo, abbandonando le modalità elettorali del proporzionale, individuando preventivamente il candidato Presidente della Circoscrizione, che sarà successivamente eletto dal Consiglio Circoscrizionale anche se appare opportuno avviare quelle  riforme regolamentari per giungere alla elezione diretta del Presidente;
CIntrodurre un Consiglio di Presidenza, eletto dal Consiglio Circoscrizionale, diverso dalla Conferenza dei capigruppo (organo politico) che possa affiancare il Presidente nel:
1sovrintendere a specifici settori dell’amministrazione circoscrizionale;
2coadiuvare il Presidente nell’esercizio delle funzioni;
3partecipare con voto consultivo alle riunioni delle commissioni circoscrizionali relative alla delega ricevuta;
4promuovere attività capaci di dare impulso agli atti di competenza del Consiglio circoscrizionale;
DMantenere il numero dei Consiglieri Circoscrizionali di questa fase amministrativa, per garantire funzionalità alle Commissioni consiliari permanenti;
ECoinvolgere in modo sistematico, nelle materie consultive, le Circoscrizioni ad esprimere pareri su problemi concernenti il Piano Regolatore, il Piano dei servizi (cosa per la verità già prevista ma quasi mai attuata), nonché sui Programmi di Riqualificazione Urbana e su strumenti di recente istituzione quali ad es. “I Contratti di quartiere” che dovrebbero, secondo lo spirito del legislatore, rispondere ai bisogni dei cittadini in tema di recupero urbano dei quartieri decentrati in cui vivono;
FFar diventare deliberative alcune materie, oggi consultive (ad esempio Viabilità e traffico circoscrizionale, problemi amministrativi circoscrizionali);
GNon dissipare più energie politiche ed amministrative per la materia dei passi carrabili e dei sussidi oltre che per l’istituzionalizzazione d’anziani e minori qualora i provvedimenti siano già stati resi operativi da Ordinanze sindacali o dal Tribunale dei minori, eliminando una mera funzione di ratifica d’atti già esecutivi;
HIstituire un Osservatorio dei bisogni delle Famiglie, degli Anziani in particolare che possa suggerire proposte concrete in grado di migliorare l’offerta dei servizi;
IPotenziare i servizi demografici e creare delegazioni comunali anche nei territori più periferici ;
JAvere potere deliberativo in materia di gestione e funzionamento della istituzione scolastiche (fascia dell’obbligo) ricadenti nel territorio in termini di:
Piani d’intervento annuali e pluriennali inerenti le soluzioni dei problemi strutturali e manutentivi;
Finanziamento dei progetti proposti dalle istituzioni scolastiche in merito a:
a) Recupero dello svantaggio socio culturale e psicofisico;
b) Attività extrascolastiche di supporto all’azione didattica della scuola;
c) Creazione di centri d’orientamento scolastico e supporto organizzativo per il lavoro, tra le scuole ed i centri di formazione professionali.
KEsprimere pareri obbligatori e valutazioni vincolanti sui programmi di servizi socio/sanitari più rispondenti ai bisogni dei quartieri, attraverso uno stretto rapporto istituzionale tra le Circoscrizioni ed i distretti sociosanitari delle A.U.S.L.;
LEsprimere pareri articolati e vincolanti circa le politiche di recupero ambientale e del verde, per una gestione più razionale dei rifiuti solidi urbani, dell’educazione e della formazione delle giovani generazioni partendo dalle scuole con delega alla gestione dei relativi fondi;
MPotenziare il settore tributi sia per il recupero di grosse sacche di evasione, ma anche per essere pronti, con l’ormai prossimo federalismo, a rispondere ad un’indispensabile ed equilibrata capacità impositiva;
NAttuare la Brigata dei Vigili Urbani di quartiere con l’attribuzione del personale necessario a garantire un controllo efficace del territorio, secondo le indicazioni fornite dal Consiglio Circoscrizionale;
ODefinire standard qualitativi e quantitativi (oltre i PEG) per Circoscrizioni e Ripartizioni (vedi ad esempio “La carta dei servizi”) che una volta adottati e resi pubblici, possano da un lato permettere ai cittadini verifiche attendibili sull’efficacia del servizio e dall’altro avviare attività di auditing da parte di Società esterne all’Amministrazione a scadenza biennale.

Un progetto così ambizioso potrà avere ricadute occupazionali sia nel settore del no-profit che in quello del recupero ambientale.

E’ indispensabile ricordare che per un produttivo lavoro di razionalizzazione dell’apparato amministrativo, basilare dovrà essere il coinvolgimento delle Forze Sindacali che saranno chiamate a collaborare al raggiungimento di obiettivi di largo respiro evitando di proteggere i privilegi e gli interessi particolari.



Conclusioni
In questo contesto è evidente che non è necessario esigere opere e progetti faraonici, ma la volontà di impegnarsi a fondo esprimendo una classe dirigente capace di migliorare le condizioni di vita delle cittadine e dei cittadini, nelle periferie come nei quartieri storici degradati.
Questo documento, sintesi di un PERCORSO –
voluto da L’ARCA Centro di iniziativa democratica e sviluppato dai Consiglieri Circoscrizionali dell’Ulivo e di Rifondazione Comunista contiene proposte costruttive in grado di rivitalizzare i quartieri e di riaffermare la Politica nelle Circoscrizioni, volta a rilanciare la partecipazione dei cittadini e a fornire servizi più aderenti ai loro bisogni, con l’istituzione di vere e proprie Municipalità nei quartieri,eliminando le circoscrizioni ad autonomia speciale.
Occorre rovesciare il modello di sviluppo speculativo, caotico, inquinante che caratterizza la città di Bari.
Questo modello motivato dall’interesse di pochi gruppi economici mostra i segni evidentissimi di un profondo fallimento ed ha portato la città di Bari verso un declino che si spera non essere diventato ancora irreversibile. Inoltre tale modello d’urbanizzazione genera non solo quartieri invivibili, enormi costi per collettività, spreco di risorse territoriali, ma anche degrado sociale, devianza e criminalità. Ci aspettiamo che i Partiti del centro-sinistra prendano coscienza che per sviluppare un ruolo cosi marcatamente politico dovranno esprimere candidature forti e mirate ed in grado di dare serie garanzie per l’attuazione di un decentramento a fianco dei cittadini.

L’ARCA – Centro di Iniziativa Democratica

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