Quel cemento sul lungomare non fa onore al centrosinistra

Il 22 febbraio u.s. il Comune di Bari ha deliberato il piano di lottizzazione del quadrilatero compreso tra  via B. Regina, Via Napoli, Via V. Veneto e via Ravanas.

Diciamo subito che si tratta di una delibera che impatta negativamente nella zona in quanto prevede la costruzione di varie palazzine da 8-10 piani: una notevole colata di cemento (circa 70.000 metri cubi) a pochi metri dal mare che non sappiamo se rispetta la dovuta distanza. Vista la dolosa assenza di un nuovo Piano urbanistico generale, si continua a cementificare la città come se fosse ancora valida la vecchia impostazione del piano Quaroni che stimava Bari con 600.000 abitanti. Attualmente Bari conta una popolazione poco superiore ai 300.000 abitanti: la metà di quelli previsti dal piano Quaroni! Non ha senso quindi produrre ancora nuove volumetrie abitative.

Bisogna invece riscoprire con forza il profondo significato della rigenerazione e della riqualificazione urbana. In questa città invece si continua a produrre notevoli carenze urbanistiche legate ad una persistente concezione disordinata dello sviluppo urbano che mina alle radici la qualità e la bellezza della città e del territorio nel suo insieme.

Si tratta altresì anche di una vecchia delibera che già nel passato aveva suscitato forti perplessità dell’allora assessora all’urbanistica Carla Tedesco e che venne ritirata.

Nel corpo della delibera fra l’altro viene espressamente richiamata l’assenza del parere obbligatorio (e anche vincolante) del Municipio 1, parere richiesto con nota n.207698 del 18.09.2020.

A tal proposito vogliamo conoscere le motivazioni politiche per cui il Municipio 1 non ha espresso tale parere.

Vogliamo anche conoscere le motivazioni di fondo per cui l’amministrazione comunale non ha attivato tutte le iniziative opportune per realizzare l’obiettivo dell’urbanistica partecipata. Questa infatti permette di portare a valore l’appassionato contributo dei cittadini e delle associazioni di cittadinanza attiva. È dal confronto con i cittadini che si possono ricevere spunti, sollecitazioni, proposte per un progetto non condizionato dagli interessi immobiliari. Infatti appare quantomeno strano che si richieda la partecipazione dei cittadini su interventi che non toccano tali interessi come sta avvenendo per la riqualificazione dei giardini di piazza Umberto.

L’urbanistica partecipata non riguarda solo pezzi piccoli della città ma il suo insieme secondo una visione complessiva di sviluppo, una visione che allo stato attuale manca.

Ultima triste annotazione: in circostanze simili nel passato, Simone Di Cagno Abbrescia Sindaco, erano forti le voci di contestazione da parte delle forze politiche del centro-sinistra e dei suoi consiglieri comunali. Oggi assistiamo invece al loro assordante silenzio che offende le coerenti battaglie politiche del passato. 

Aspettiamo risposte.

Carlo Paolini Presidente dell’ARCA Centro di iniziativa democratica.

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